Spuntini d'autore

 

La fragola


Etimologia e storia

Questo frutto succoso, di colore rubino, che arrichisce i nostri pasti tra aprile e giugno, deliziando ugualmente il palato e la vista, si trovava già  sulla tavola dei romani, che lo chiamavano, in modo suggestivo ‘fragrans’, per il suo profumo gradevole. Per gli appassionati di botanica, il nome scientifico della piantina dai fiori bianchi a cinque petali e dalle foglie seghettate è ‘fragaria vesca’. Si tratta di una pianta che originariamente cresceva spontaneamente nei boschi di montagna e che per secoli è stata trapiantata nei giardini domestici, fino ad essere coltivata a partire dal 1700, grazie alle qualità importate dal Nuovo Mondo. Oggi esistono numerose varietà, e spesso i loro nomi suggestivi sposano una forma diversa del frutto: la fragola Belrubi ha una forma allungata, la fragola Pocahontas è rotonda, la Gorella è a forma di cuore, mentre la fragola Carezza si riconosce per la sua forma conica regolare. Sveliamo ancora un segreto della fragola: la polpa succosa e dolce che amiamo cosi tanto non è il vero frutto della pianta ‘fragaria vesca’, bensì una parte del fiore; i frutti veri e propri sono i semini gialli che si vedono sulla superficie rossa e si chiamano ‘acheni’.


Simbologia

Nella fiaba dei fratelli Grimm intitolata ‘Tre ometti nel bosco’, la matrigna, gelosa della figliastra, la manda in pieno inverno a raccogliere un cestino di fragole, richiesta impossibile, che contiene un desiderio espresso di vendetta. Eppure la fanciulla innocente viene premiata per le sue virtù dai tre omini del bosco, che fanno spuntare per lei dalla neve un mucchio di fragole mature. La fragola è un frutto solare, che annuncia l’arrivo della primavera, il ritorno della luce. In alcune leggende, la fragola diventa il mezzo attraverso il quale i bambini morti salgono nel Paradiso, motivo per il quale viene vietato alle loro madri di mangiarle prima del 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. Anche per gli indiani Ojibwa la fragola rappresenta un veicolo per passare nell’aldilà: secondo una loro leggenda, prima di passare nell’altro mondo, l’anima del defunto deve incontrare un’enorme fragola da mangiare che gli permette di dimenticare il mondo dei vivi. Il fazzoletto ricamato di fragole che Otello regalò a Desdemona si trasforma da un simbolo di amore e di stima in un simbolo di desiderio carnale. La sua perdita diventa per un Otello ingelosito la prova inconfutabile dell’infedeltà della sua amata e scatena la tragedia. Nei manoscritti del Medio Evo la fragola, oltre a essere un motivo decorativo molto frequente, rappresenta una pianta simbolica associata, per le sue foglie trilobate, alla Trinità e per i suoi frutti rossi alla Madonna e alla passione di Cristo (il colore rosso del frutto richiama quello del sangue e le sue proprietà curative alludono alla funzione di ‘Salvatore’ di Cristo. Nella tradizione popolare, la fragola possiede una virtù magica: le foglie raccolte il 24 giugno, per la festa di San Giovanni, essicate e intrecciate in una cintura, proteggono il possessore dal veleno di vipere e di serpenti. 


Virtù  nutrizionali

La fragola è un frutto ricco di proprietà benefiche per l’organismo. Se è genuina (non imbottita di concimi e pesticidi, trasformata in un oggetto inodore e insapore), la fragola è un ottimo diuretico (riduce l’acido urico delle urine) e un alcalinizzante del sangue, che rinforza le immunità naturali. Contiene dei preziosi sali minerali e delle sostanze benefiche per le persone affette da malattie reumatiche. Grazie al loro alto contenuto di levulosio le fragole sono raccomandate ai diabetici. Le foglie di fragola sono astringenti e vengono utilizzate in infusione contre diarree, infiammazioni del fegato, dei reni e della vescica. Le radici si usano in decotto in caso di cistite e di infiammazione delle vie urinarie.

 

Fonti utilizzate: Alfredo Cattabiani, Florario, Miti leggende e simboli di fiori e piante, Oscar Mondadori, 2008; Raymond Dextreit, Le virtù della verdura e della frutta, Garzanti Vallardi, 1978.

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